A volte è difficile fare la scelta giusta perché o sei roso dai morsi della coscienza o da quelli della fame. Totò
Recensione booking 07.12.2015 ospitalita' al top
La cortesia la location l'arredamento della stanza la possibilita' di pernottare con animali la colazione tutto insomma non saprei trovare un solo piccolissimo difetto
Recensione TripAdvisor "Spettacolo a 5 stelle"
Sono stato in questo Beb questa notte. Camera matrimoniale uso singola,bagno in camera,raggiungibile attraverso dei gradini. Arredamenti e rifiniture molto particolari. Non manca nulla. Non ho trovato neanche un minimo difetto. Proprietaria gentilissima. Colazione servita in camera,veramente buona. Lo consiglio a tutti anche per il buonissimo rapporto qualit?/prezzo

Itinerari turistici

Le origini del nome di Gaeta sono tuttora avvolte nella leggenda: Strabone indicò la sua provenienza dal termine "Kaiatas" usato dai pescatori laconi per indicare il sito, con chiaro riferimento all'ampia insenatura del suo golfo; Diodoro Siculo collegò queste terre al mito degli argonauti facendo derivare il nome della città da "Aietes", mitico padre di Medea, la maga innamorata di Giasone; Virgilio, nell' "Eneide" trovò la sua origine nel nome della nutrice di Enea, "Caieta", sepolta dall'eroe troiano in quel luogo durante il suo viaggio verso le coste laziali.
I primi insediamenti nel territorio gaetano risalgono all'VIII sec. a.C. quando consistenti nuclei di popolazioni Aurunche ed Ausone diedero vita al primo nucleo abitato, posto sul rilievo che domina la piana di Arzano. Soltanto nel 345 a.C., dopo due secoli di dure lotte, la popolazione aurunca venne sottomessa dall'espansionismo romano e la città entrò nella sfera di dominio di Roma, accolta in sudditanza dal console Tito Manlio. Durante il periodo romano la città divenne luogo rinomato di villeggiatura per le famiglie patrizie di Roma che, a partire dall'ultimo secolo della Repubblica, arricchirono il suo territorio di fastose ville e di monumenti ancora oggi individuabili nel tessuto cittadino medievale.Piccolo agglomerato di pescatori nel IV e V sec., soltanto nel VI sec., durante il periodo dell'invasione Longobarda, si formò un nucleo fortificato, sorto sulla spinta delle popolazioni limitrofe che fuggite alle distruzioni longobarde, si rifugiarono su quel promontorio dando vita al primo tessuto cittadino.Parte integrante del "Patrimonium Caietanum", sotto la giurisdizione dei Pontefici romani, alla fine del VII sec. Gaeta si distaccò amministrativamente da Roma, per divenire parte integrante del ducato di Napoli sotto il diretto dominio dell'Imperatore di Bisanzio.
Furono anni di grande sviluppo urbano, civile ed economico per la città che divenne unimportante porto militare e commerciale lungo le rotte che attraversavano il Mediterraneo. Importanza che crebbe notevolmente con il trasferimento nell'VIII sec. della diocesi dalla vicina Formia, che fece di Gaeta anche il centro religioso dell'intero comprensorio. Un periodo prestigioso, anche se affatto tranquillo, caratterizzato dalle continue incursioni Saracene, contro le quali, per tutto il secolo IX e gli inizi del X, Gaeta lottò aspramente mettendo a disposizione la propria posizione strategica e la propria flotta che nell' 812 a Lampedusa, nell'846 a Licosa e Ponza, e via via fino alla definitiva battaglia del Garigliano nel 915 divenne strumento temibile per sconfiggere gli invasori musulmani. In quello stesso secolo, la crisi dei poteri centrali dell'impero e le conseguenze dell'invasione musulmana, furono i fattori fondamentali perché Gaeta divenisse un organismo politico indipendente, nell'839 la carica di"Hypatos", nelle cui mani si concentravano i poteri politici e militari, fu affidata a Costantino, figlio del conte Anatolio, che ben presto la rese ereditaria, ponendo le basi per la nascita e la formazione del Ducato di Gaeta. Soltanto un secolo più tardi Giovanni I, patrizio imperiale, assunse il titolo di "Dux" premesso a quello di Hypatos. Venne costruita una struttura amministrativa e a quel punto il ducato di Gaeta non aveva altro da temere, forte di una propria solidità militare e di un'organizzazione politica svincolata dall'impero d'Oriente.
La città per oltre due secoli fu autonoma dandosi propri istituti giuridici e sviluppando un'economia che nel mare e nei suoi traffici traeva fonte di ricchezza e di prestigio politico.Cessato il ducato dopo oltre un secolo e mezzo di vita, nel 1140, Gaeta entrò a far parte della monarchia normanna, giurando fedeltà a re Ruggiero che riconobbe alla città numerosi privilegi riguardanti le civiche istituzioni, alcune autonomie giurisdizionali, la monetazione, la navigazione e la conservazione del suo regime democratico. I secoli delBasso Medioevo, videro la città continuamente coinvolta nelle lotte di potere per il dominio dell'Italia meridionale. Prima i Normanni, poi gli Svevi ed infine gli Angioini e gli Aragonesi, fecero del centro marinaro un importante punto strategico militare. Nel 1387 la città fu capitale provvisoria di re Ladislao di Durazzo, che vi fu incoronato nel 1390, e nel 1435 Alfonso d'Aragona impadronitosi della città, dopo un assedio, la elesse, un anno dopo, a capitale provvisoria dei suoi regni.Il primo gennaio 1504, a Gaeta venne firmato l'atto di resa delle forze francesi agli spagnoli, che apriva definitivamente alla Spagna il Regno di Napoli. Sotto gli Spagnoli, per oltre due secoli, la città mantenne una propria autonomia amministrativa divenendo un "Universitas" demaniale governata da propri statuti comunali.
 Agli Spagnoli seguirono per un breve periodo gli Austriaci e nel 1734 la città venne conquistata, dopo un lungo assedio, da Carlo III di Borbone che le diede il titolo di "Fidelissima".
Durante la monarchia dei Borbone, per oltre un secolo, la città subì una serie di assedi che modificarono il volto del tessuto urbano sempre più incapsulato nei nuovi lavori militari di fortificazione.
Quello Francese del 1798, durante la Repubblica Napoletana; quello del 1815 sostenuto da Austriaci e Napoletani; quello del 1861 che segnò la fine della dinastia Borbonica. Nel febbraio di quello stesso anno, Gaeta entrava a far parte del Regno d'Italia come comune autonomo, mantenendo la sua compagine amministrativa ed il suo territorio. Soltanto nel 1897 e per un trentennio, il Borgo di Gaeta ottenne una propria autonomia con la denominazione di "Elena"; nel 1927 il comune venne riunificato e Gaeta ricompose il proprio territorio amministrativo rimasto immodifìcato fino ai giorni nostri.
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